L’albero di Ameto

Il nostro albero – uno dei punti panoramici più belli in Alto Adige

Siamo nell’anno 1947. Molti ospiti si sono ritrovati nell’albergo Amaten, per festeggiare il matrimonio e l’amore tra Eduard Wolfsgruber e la sua Maria. Come prova d’amore per la sposa, Eduard pianta uno splendido albero di latifoglie, destinato a vivere a lungo, come il sacro legame tra i coniugi …
Da allora è passato tanto tempo. Sul tronco dell’imperturbabile albero risplende oggi una targa d’oro, che celebra il 50mo anniversario di matrimonio, festeggiato nel 1997, tra Eduard e Maria.

Da Brunico, volgendo lo sguardo in alto, verso Ameto, è possibile scorgere l’albero, che non passa certo inosservato; nel corso degli anni, è diventato un’amata meta di escursione. Si racconta che più di qualche coppia si sia fidanzata proprio qui! Ecco perché l’albero è noto non solo per la sua carica energetica, ma anche come simbolo dell’amore. In ogni caso, non sono solo le coppie a visitarlo, ma anche famiglie, amanti della natura, fotografi amatoriali e persone alla ricerca di tranquillità. Da qui, poi, si gode una bellissima vista, che spazia sulla conca di Brunico, le valli vicine e, in lontananza, le imponenti vette delle montagne. Al tramonto, quando il cielo si tinge di rosa, tutto diventa particolarmente bello e romantico, così come alla sera, con le prime luci che si accendono a valle e nel cielo!

L’albero di Ameto in autunno
Albero in inverno Albero in estate

L’albero di Ameto è una meta ideale in qualsiasi periodo dell’annoMentre in inverno vi lascerete incantare dai romantici paesaggi da cartolina, in primavera la verde Val Pusteria sarà all’altezza della sua reputazione. In estate, l’albero è circondato dalle fioriture spontanee, mentre in autunno l’assoluto protagonista è il meraviglioso caleidoscopio di colori delle sue foglie.

Sono molti i sentieri escursionistici che iniziano e terminano qui. Fra questi, ricordiamo il cosiddetto “Helzl-Runde”. Partendo dall’albero, ci si inoltra nel bosco, per poi ritrovarsi nuovamente dietro il fienile. Qui avrete anche una splendida vista sul Castello di Chela. Il nome del sentiero, “Helzl”, deriva dal forte vento del nord che soffia a volte dalla Valle Aurina, seminando legnetti (legno = Holz, in dialetto Helzl) e pigne sui prati. Altri percorsi escursionistici vi condurranno a Villa Santa Caterina, al Castello di Chela, a Gais, Montassilone o sul Belcolle, splendido punto panoramico.

Il cielo si tinge di rosso